
La classificazione civilistica delle rimanenze di magazzino contenuta nel principio contabile OIC 13 ed il Codice Civile rappresenta uno degli aspetti centrali ai fini della corretta rappresentazione del bilancio e dell’attività di revisione. La distinzione tra materie prime, materie sussidiarie e di consumo, semilavorati, prodotti finiti e merci deve riflettere in modo coerente la natura dei beni e il ruolo che essi assumono nel processo produttivo o commerciale dell’impresa.
Dal punto di vista del revisore, le materie prime sono beni acquistati da fornitori esterni che costituiscono la base del processo produttivo e che non hanno ancora subito alcuna fase di lavorazione interna o esterna; rientrano in questa categoria anche i semilavorati di acquisto destinati a essere trasformati.
Accanto a queste si collocano le materie sussidiarie e di consumo, ossia materiali utilizzati nel processo produttivo pur non essendo fisicamente incorporati nel prodotto finito, come lubrificanti, combustibili, materiali di pulizia o pezzi di ricambio di costo unitario rilevante e di utilizzo ricorrente.
I semilavorati rappresentano uno stadio intermedio del processo produttivo: si tratta di beni che hanno già subito una o più fasi di lavorazione, interne e/o esterne, ma che non sono ancora pronti per la vendita e sono destinati a ulteriori trasformazioni. Possono rientrare in questa categoria anche parti finite di produzione interna che verranno utilizzate in un successivo processo produttivo. Qualora un articolo sia un semilavorato sia un bene destinato alla vendita, la sua corretta classificazione è quella di prodotto finito.
I prodotti finiti sono beni che hanno completato il processo di trasformazione e sono pronti per la vendita, indipendentemente dal fatto che le lavorazioni siano state svolte internamente o esternamente all’impresa.
Le merci, infine, sono beni acquistati da grossisti o altri rivenditori con l’unico scopo della rivendita, senza che su di essi vengano effettuate trasformazioni. Anche nei casi in cui una materia prima venga occasionalmente rivenduta, la sua natura civilistica rimane quella di materia prima.
Per il revisore, una classificazione corretta non è una formalità, ma il presupposto indispensabile per garantire la coerenza delle rimanenze iscritte in bilancio e per supportare in modo attendibile le successive scelte di valutazione e valorizzazione.
Per beneficiare dell'Iperammortamento sui beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico, la normativa richiede, oltre alla perizia tecnica, una certificazione contabile rilasciata da una società di revisione (art. 7, D.M. Mimit 7 maggio 2026).
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