
Una volta compresa l’impresa e il suo controllo interno, il revisore entra nella fase che orienta tutto il lavoro successivo: l’identificazione e valutazione dei rischi di errori significativi. Da qui dipendono natura, tempistica ed estensione di ogni procedura di revisione. Il riferimento resta l’ISA Italia 315, che dopo l’aggiornamento ha rafforzato l’approccio basato sulle asserzioni.
I due livelli del rischio
I rischi di errori significativi si identificano e valutano su due livelli:
Rischio intrinseco e rischio di controllo
Il rischio di errori significativi è la combinazione di due componenti, che il revisore valuta separatamente:
La matrice dei rischi
Lo strumento operativo che sintetizza tutto questo è la matrice dei rischi: una mappatura che incrocia, per ciascuna area di bilancio, le asserzioni rilevanti con il livello di rischio intrinseco e di controllo valutato, e vi associa le risposte di revisione pianificate. La matrice consente di:
Infine, per le classi di operazioni, i saldi contabili e l’informativa rilevanti che non ha identificato come significativi, il revisore valuta se questa conclusione resti appropriata, così da assicurarsi che nessun rischio sia sfuggito.
In sintesi
La matrice dei rischi è il ponte tra la conoscenza dell’impresa e l’esecuzione delle verifiche: è lì che la comprensione acquisita si traduce in un piano di revisione concreto, mirato e difendibile.
Per beneficiare dell'Iperammortamento sui beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico, la normativa richiede, oltre alla perizia tecnica, una certificazione contabile rilasciata da una società di revisione (art. 7, D.M. Mimit 7 maggio 2026).
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