Articolo da IL ROSSO E IL NERO a cura di Alessandro Fugnoli, Strategist

I primi treni, quando furono introdotti tra il 1830 e il 1850, avevano una velocità massima di 30 chilometri all’ora. Ancora nel 1890 non si superavano gli 80. Queste velocità, che a noi sembrano modeste, preoccuparono molto i medici e gli esperti dell’epoca. Si disse che guardare dai finestrini il paesaggio che scorreva veloce avrebbe danneggiato seriamente gli occhi e prodotto nervosismo. Ancora più diffusa era l’idea che gli organi interni dei passeggeri sarebbero stati sottoposti a pressioni tali da spostarli e da provocare sterilità nelle donne. In particolare, le vibrazioni avrebbero danneggiato il cuore e il cervello. Alcuni parlarono di rischi di asfissia nelle gallerie, altri di danni psicologici irreversibili e di rischi di isteria. Di ansia ..
Per beneficiare dell'Iperammortamento sui beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico, la normativa richiede, oltre alla perizia tecnica, una certificazione contabile rilasciata da una società di revisione (art. 7, D.M. Mimit 7 maggio 2026).
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