
Accanto al lavoro sul bilancio, l’attività del revisore si articola in un presidio che si svolge nel corso dell’esercizio: le verifiche periodiche. Si tratta dei controlli infrannuali con cui il revisore accerta la regolare tenuta della contabilità e la corretta rilevazione dei fatti di gestione. Il riferimento normativo è l’art. 14, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 39/2010, mentre sul piano metodologico il principio specifico è il SA Italia 250B, dedicato proprio alle verifiche della regolare tenuta della contabilità sociale.
Cosa verifica il revisore
Le verifiche periodiche non anticipano il controllo del bilancio, ma ne costituiscono il presupposto. Nel corso di queste sessioni il revisore svolge tipicamente:
– il riscontro tra le scritture contabili e la documentazione di supporto, verificando la corretta e tempestiva registrazione delle operazioni;
-il controllo della regolarità formale e sostanziale della contabilità (libro giornale, libri IVA, registrazioni obbligatorie);
-la verifica degli adempimenti fiscali e contributivi periodici (liquidazioni IVA, ritenute, versamenti), con attenzione alla tempestività e alla corrispondenza con i dati contabili;
-controlli a campione su specifiche aree o operazioni, calibrati sui rischi individuati in fase di pianificazione;
-l’aggiornamento della conoscenza dell’impresa e l’intercettazione di eventuali fatti gestionali rilevanti intervenuti nel periodo.
Il valore di un controllo continuativo
Il vantaggio delle verifiche periodiche sta nella loro distribuzione nel tempo. Intercettare per tempo un disallineamento, un errore ricorrente o una criticità procedurale consente di intervenire quando c’è ancora margine per correggere, dialogando con la direzione e i consulenti prima che il problema si consolidi nel bilancio d’esercizio. È un approccio che riduce la concentrazione del lavoro nei mesi di chiusura e distribuisce il rischio di revisione lungo tutto l’anno.
La formalizzazione nelle carte di lavoro
Ogni verifica periodica deve trovare adeguata evidenza documentale. Le risultanze dei controlli vengono formalizzate in apposite carte di lavoro, ai sensi dell’ISA Italia 230; questa tracciabilità non è solo un obbligo di diligenza professionale: è parte integrante del percorso probatorio che sostiene il giudizio finale del revisore e che deve poter essere ricostruito da un revisore esperto non coinvolto nell’incarico.
In sintesi
Le verifiche periodiche sono molto più di un adempimento di routine: sono lo strumento attraverso cui il revisore mantiene un contatto costante con la realtà dell’impresa, presidia la qualità dell’informativa contabile lungo tutto l’esercizio e costruisce, controllo dopo controllo, le fondamenta di una revisione solida e tempestiva.
Per beneficiare dell'Iperammortamento sui beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico, la normativa richiede, oltre alla perizia tecnica, una certificazione contabile rilasciata da una società di revisione (art. 7, D.M. Mimit 7 maggio 2026).
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